Claudia Schiffer descrive il rapporto con le altre colleghe top model

Claudia Schiffer ha descritto il rapporto con le colleghe top model e ha svelato alcuni aspetti inediti del suo carattere durante una intervista concessa a InStyle. La 47enne ex supermodella tedesca, che ha raggiunto l’apice della propria popolarità nel corso degli anni Novanta anche per via della sua somiglianza con Brigitte Bardot, ha parlato anche della sfarzosa, fenomenale e geniale sfilata Versace alla Fashion Week milanese 2017.

Donatella Versace con Claudia Schiffer e altre top model a Milano

Donatella Versace con Claudia Schiffer e altre top model a Milano – Foto: Facebook

«Era l’anniversario della morte di Gianni – ha spiegato Claudia – e Donatella mi ha chiamato dicendo: “puoi aiutarmi a realizzare qualcosa di davvero speciale? La cosa più importante è che tu non dica niente a nessuno: quindi, tu e le altre venite e Milano e prenotate tutte hotel diversi”. Non potevo dire niente a nessuno, doveva essere una sorpresa. Abbiamo fatto solamente qualche prova prima, e Donatella ha creato delle reinterpretazioni dei vestiti degli anni Novanta. È stato straordinario, ognuna di noi aveva il suo camerino proprio come in passato, in modo che nessuno potesse vederci». Ha uno splendido rapporto con Eva Herzigova, Nadia Auermann, Helena Christensen, ma anche con Cindy Crawford, Christy e Naomi Campbell.

Claudia Schiffer è molto timida. «Quando arrivo su di un set fotografico – ha spiegato a InStyle -, circondata da decine di persone, non sono quel tipo di modella che partecipa alle conversazioni. Così, la gente crede che io sia fatta di ghiaccio, che non voglio avere a che fare con nessuno. Mi fraintendono e, quando dico loro “a dire il vero sono molto timida”, rispondono: “ok, così ha senso”. Poi, quando lo shooting comincia, non sono più io. Mi trasformo in un’altra persona. Davanti all’obbiettivo divento loquace, spumeggiante. È quando rientro nei miei panni, che è come se facessi un passo indietro rispetto al contesto».

Poi ha ricordato i momenti più delicati della sua adolescenza e del suo passato a scuola. «Mi sedevo in ultima fila – ha detto Claudia -, cercando di essere notata il meno possibile. Ero troppo alta e troppo magra, e a quel tempo pensavo fosse una cosa negativa. Ho iniziato a ricredermi solo quando mi hanno scoperta. Quando mi sono sentita dire: “ehi, potresti essere una modella”, è come se avessi fatto vent’anni di terapia. Da quel momento in poi ho iniziato a pensare: “sai che c’è? Sono come sono, e non c’è niente che posso cambiare”. Questo mi ha aiutata ad avere stima di me stessa, una cosa molto importante quando sei una modella e spesso ti parlano alle spalle. Perché quando sei davanti al fotografo, ci sarà sempre qualcuno che pensa che questa cosa o quell’altra non vanno bene. Nessuno è perfetto».